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26 november UNIVERSITA PUBBLICA O CAMPAGNA ELETTORALE?UNIVERSITA PUBBLICA O CAMPAGNA ELETTORALE? STAI ATTENTO A QUELLO CHE FIRMI Unicamente interviene in merito ad una delle iniziative inerenti la legge 133, portata avanti da una lista candidata nelle elezioni studentesche che si terranno tra pochi giorni. Questa consiste nella presentazione agli organi centrali di una dichiarazione d'ipegno volta a non trasformazre il nostro Ateneo in una fondazione di diritto privato. rileviamo che questa delibera sia una strumento inefficace e di scarsa utilità. di fatto, anche se venisse realizzata non andrebbe oltre la valenza puramente simbolica in quanto potrebbe essere facilmente ribaltata da un successivo voto di maggioranza qualora l'organo decisionale decidesse di trasformare l'Ateneo in fondazione di diritto privato. Valutiamo che sia quantomeno ambiguo il fatto che questa proposta, accompagnata da una raccolta di firme, si realizzi proprio ora a pochi giorni dalle elezioni. Temiamo che il fine reale non sia tanto quello di difendere l'Università pubblica quanto quello di dotarsi di un ottimo strumento elettorale. Comunque sia, pensiamo che la delibera e la relativa raccolta firme si sarebbero potute realizzare in una faase precedente o successiva. non pretendiamo il monopolio sulla protesta contro la legge 133, ma riteniamo doveroso scinderla da ogni possibile strumentalizzazione. Vogliamo infine segnalare che è in atto una campagna elettorale denigtratoria delle occupazioni da parte di persone che danno giudizi senza aver mai partecipato a nessuna attività. LE OCCUPAZIONI SONO UN METODO DI PROTESTA, CONDIVISIBILE O MENO, MA SEMPRE PIU VALIDE DELL'INDIFFERENZA GENERALE. TROPPO COMODO CAVALCARE UN MOVIMENTO CHE NON SI E' CONTRIBUITO A CREARE giornata dell'africa
DiSPI CSAS Dipartimento Storico Politico Internazionale Centro di Studi Africani in Sardegna
La giornata dell’Africa 2008 Ricercando l’Africa. Giovani studiosi nel continente africano
25 novembre 2008 ore 9.00
Introduce Bianca Carcangiu
Nicola Melis Ricercare a Istambul
Filippo Petrucci Scoperte interessanti e qualche «clichés» in Tunisia
Marcella Tramatzu Ricercando la partnership Euro Mediterranea a Tunisi
Manuela Deiana Da Rabat a Casablanca: sulle tracce di Maometto V
Break- ore 11
Emanuele Vigo Dal sud al nord del Benin fra studenti e mondo informale
Isabella Soi Una risposta al problema dell'istruzione: le scuole comunitarie in Camerun
Annalisa Addis Angola al femminile
Tiziana Cauli Da Soweto a Kibera: viaggio attraverso le citta'-slum
Barbara Bompani (Università di Edimburgo) Chiese Indipendenti Africane a Soweto: un’approccio etnografico
con la partecipazione degli studenti occupanti di Scienze Politiche Aula Magna occupata– Facoltà di Scienze Politiche 13 november lettura in piazza“ A seconda che avremo la libertà democratica o la tirannide democratica, il destino del mondo sarà diverso; e si può dire che oggi dipende da noi se la repubblica finirà per essere stabilita. …..Non volgiamo i nostri sguardi verso l’America per copiare servilmente le istituzioni ch’essa si è data, ma per capire meglio quelle che convengono a noi” Alexis de Tocqueville
Gli studenti ed i docenti della Facoltà di Scienze Politiche, con altri rappresentanti della società civile vi invitano alla pubblica lettura de La Democrazia in America di Alexis de Tollcquevie
Bastione St.Remy-Piazza Costituzione Sabato 15 NOVEMBRE ORE 16.30
Vittore Bocchetta a CagliariSABATO 15 NOVEMBRE 2008 ORE 10.00 DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA (AULA 4B) Incontro con Vittore Bocchetta testimone sopravvissuto alla feroce persecuzione del fascismo Memoria storica di una generazione che scelse di combattere la dittatura fascista e di opporsi alla violenza Confronto fra due generazioni diverse ma legate da uguali sentimenti e ideali Unicamente propone questa iniziativa per mantenere sempre vivo l'animo antifascista cardine della nostra Costituzione per ulteriori informazioni www.unicamente.org 12 november manifestazione 14 novembreREGIONE SARDEGNA MANIFESTAZIONE/CORTEO in CAGLIARI il 14 NOVEMBRE 2008 ore 9,30 Concentramento in Piazza GARIBALDI, CAGLIARI.
UNITI PER LA
SCUOLA, L’UNIVERSITÀ, LA RICERCA E L’ALTA FORMAZIONE DI
TUTTI.
Per info e contatti: www.unicamente.org 05 november Maratona della ricerca del 7 novembre pomeriggioFacendo nostra la Carta dei Principi della Ricerca sottoscritta il 10 settembre 2002 i docenti, i ricercatori e gli studenti vi invitiamo alla: Maratona della ricerca Venerdì 7 Novembre 2008 ore 15 Aula Magna Occupata Facoltà di Scienze Politiche 1- La ricerca fondamentale e di base è presupposto dello sviluppo civile, sociale, economico di ogni paese e come tale "patrimonio fondamentale dell'umanità " e deve essere completamente autonoma. 2- Per la ricerca finalizzata, alla politica l'individuazione degli obiettivi prioritari e strategici, agli scienziati la direzione e l'organizzazione della ricerca per l'ottenimento di quegli obiettivi. 3- La specializzazione e l'interdisciplinarietà ha da sempre portato alla definizioni di nuovi saperi. Società e sistemi sempre più complessi, come quelli in cui viviamo, richiedono l'integrazione di saperi differenti. 4- La ricerca ed il finanziamento della ricerca pubblico e privato sono entrambi indispensabili. L'esperienza dei paesi avanzati ha dimostrato che solo all'interno di una sana comunità scientifica nascono spontaneamente le migliori possibilità di integrazione tra questi due sistemi. 5- Un forte innesto di giovani ricercatori è necessario alla ricerca italiana. Per non essere definitivamente emarginati dalla comunità scientifica internazionale si deve raccogliere l'importante capitale di conoscenza dei ricercatori esperti ed allo stesso tempo introdurre forti elementi di dinamismo verso indirizzi originali ed innovativi. 6- Nessuna ricerca è possibile senza finanziamenti adeguati. E' necessario recuperare la sproporzione dei finanziamenti per la ricerca rispetto a quelli degli altri paesi. 7- I parametri di valutazione dell'attività di ricerca, i meccanismi di reclutamento e di sviluppo di carriera e le risorse economiche minime da destinare alla ricerca di base devono essere riferiti a quelli fissati in ambito dell'Unione Europea. Nicola Melis Studio sul jihad attraverso le fonti islamiche e minoranze nel Vicino Oriente Patrizia Gomes La democratizzazione dell'Africa lusofona: il caso della Guiné - Bissau Marisa Fois La minoranza inesistente: il ruolo dei berberi nella costruzione dello stato algerino Filippo Petrucci Le comunità ebraiche in Tunisia e Algeria di fronte all'antisemitismo di Vichy Annamaria Baldussi Le linee di ricerca sul continente asiatico Andrea Marino Gli studi strategici sull'Asia sud-orientale Nicola Mocci Processi di democratizzazione in Asia Laura Loi Diritti umani e nuove tecnologie Cristina Pinna Processi educativi e cooperazione internazionale Università Italiana e Cinese Maria Rosa Cardia La memoria ritrovata \ L’ epurazione della magistratura dopo la caduta del fascismo Alessandro Pes Fascismo e società Giuliana Mandich Territori domestici. La costruzione dello spazio domenstico nella vita quotidiana Aide Esu " The Struggle for Survival and Security in the Middle East" Osservazione etnologica del discorso pubblico militare in Israele Marina Mura Psicologia ambientale e del turismo Nicola Tedesco Sistema degli indicatori per la reputabilità degli atenei Francesca Pubusa Distribuzioni e funzioni amministrative nel nostro ordinamento Gianluca Borzoni La politica estera italiana, le relazioni mediterranee Vania Seatzu Analisi della domanda d'acqua per usi residenziali in Sardegna Stefano Usai Diffusione delle conoscenze Raffaele Paci Intangible assets and regional growth in the European regions Giovanni Sistu Esperienza della cooperazione dell'Università di Cagliari con l'isola di Djerba Andrea Corsale Spopolamento e nuove opportunità turistiche in Transilvania Sabrina Perra Sistemi di genere e di welfare a confronto Cristian Rossi Regno Unito, Italia e Santa Sede in Palestina
N.B. potete trovare il calendario della maratona sul sito www.unicamente.org nella sezione scienze politiche 03 november PRIMO NUMERO DELGIORNALE UNIVERSITARIOESCE IL PRIMO NUMERO DEL NUOVO SETTIMANALE "POLOCCUPATO" LA TESTATA CREATA AD HOC DAGLI STUDENTI OCCUPANTI DEL POLO ECONOMICO-POLITICO-GIURIDICO DELL'ATENEO CAGLIARITANO TRATTA I TEMI DI RILEVANTE IMPORTANZA SULLA NOSTRA LOTTA CONTRO LA LEGGE 133 E LA RIFORMA DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE. VENGONO ELENCATE LE ATTIVITA E LE MANIFESTAZIONI PROGRAMMATE.POTETE RITIRARE LA VOSTRA COPIA PRESSO LE FACOLTA DI SCIENZE POLITICHE E GIURISPRUDENZA. VI ASPETTIAMO NUMEROSI. POTETE INIZIARE A LEGGERE IL PRIMO EDITORIALE DEL "POLOCCUPATO"
EDITORIALE NOI NON MOLLIAMO
UNICAMENTE CONTRO LA LEGGE 133
La Legge 133, approvata il 6 agosto di quest’anno, rappresenta una minaccia inaccettabile, contro la quale si sta schierando l’intero mondo dell’Università. Essa prevede: - Blocco del turn-over al 20% (un’assunzione ogni cinque pensionamenti – art. 66) - Tagli al fondo per il finanziamento ordinario per 1441,5 milioni di euro entro il 2013 (art. 66) - Possibilità/necessità per gli Atenei di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato (art. 16) Il movimento degli studenti, unitamente al personale docente e non docente, sollecita la cittadinanza a mobilitarsi in difesa dell’Ateneo di Cagliari e dell’istruzione pubblica. VENERDI’ 7 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE Ore 9:30 – Piazza del Carmine Per info: www.unicamente.org Manifestazione del 30QUELLI CHE NEL '68 NON ERANO NEANCHE NATI... Era da anni che non si assisteva ad una tale manifestazione studentesca. Da Cagliari a Roma, da Milano a Napoli, da Torio a Bologna, tutti gli studenti italiani uniti in un unico coro, un unico movimento, un'unica ideale manifestazione. Ne destra ne sinistra ma semplicemente studenti. Nessuno con l’intenzione di farsi strumentalizzare, ne di passare per facinoroso, ma tutti uniti da un semplice quanto intenso desiderio: dar voce al proprio dissenso. Perché gli studenti universitari la legge 133 proprio non riescono a digerirla. E che non li si prenda per incompetenti, e ancor di meno gli si dica che la sinistra li ha plagiati. Perché nei tagli indiscriminati alla scuola pubblica c’è poco da confondersi, così come nelle fondazioni private c’è poco di cui essere plagiati. Lottano perché è in dubbio il loro futuro, protestano perché tutti, indipendentemente dal reddito, devono avere la possibilità di accedere all’istruzione. Il 30 ottobre si è assistito a Cagliari ad una manifestazione che di queste dimensioni non si vedeva da anni. Studenti di tutte le scuole, dalle elementari alle università hanno sfilato assieme per le vie del centro; con loro i docenti, ricercatori, collaboratori scolastici, personale amministrativo e tanti genitori preoccupati per il futuro dei loro figli. Per la questura si parla di diecimila presenze, per gli organizzatori invece sono almeno il doppio. Ma quel che davvero conta è che quelle persone erano presenti, facendo sentire la propria rabbia. I sindacati hanno svolto un ottimo lavoro perché la manifestazione riuscisse al meglio. Da piazza Garibaldi a piazza del Carmine, passando per via Sonnino e via Roma sono riusciti a portare in corteo un numero immenso di persone per una realtà come quella cagliaritana, e a far si che l’ordine ed il buon senso regnassero. Ma per gli studenti, soprattutto quelli universitari, questa manifestazione doveva essere a-partitica, e l’hanno voluto in qualche modo sottolineare distanziandosi, se pur di poche decine di metri, dalla coda del corteo organizzato dai sindacati. Nessuna bandiera ne coro politico. Solo la voce, ed era assordante, del dissenso contro la legge 133. Un pupazzo enorme rappresentante l’istruzione bendata e listata a lutto anticipava il corteo universitario. Qualche rappresentante degli studenti occupanti di scienze politiche, assieme a quelli di lettere e filosofia, dettavano i tempi ed i cori. Un gruppo di studenti garantiva l’ordine e controllava sul corretto comportamento dei presenti. Ogni minimo dettaglio era stato considerato, ed il risultato è stata una manifestazione pienamente riuscita e senza pecche. Ciò che si vedeva dai balconi della città era un miasma di studenti uniti come non mai. E anche se non presenti, bisogna citare coloro che non hanno abbandonato le aule occupate delle proprie università a costo di non partecipare ad una manifestazione cui hanno contribuito a realizzare. Ma quella del 30 ottobre non deve essere vista come l’apice della protesta. Anzi, non ne rappresenta che l’inizio. Le occupazioni si espandono a macchia d’olio in tutto l’ateneo. La città è colorata da studenti che seguono lezioni all’aperto. Perché loro sono studenti, e studiare è quello che fanno…e vorrebbero continuare a farlo! 28 oktober infrangi la legge!!!!INFRANGI LA LEGGE (133)
I vari gruppi studenteschi dell'ateneo di Cagliari, formatisi in contrapposizione alla L. 133/08, hanno deciso di riunirsi sotto un'unica sigla per mobilitarsi in maniera omogenea.
Tutto il movimento studentesco ritiene di forte utilità ai fini della sensibilizzazione della società tutta, dimostrare pubblicamente il suo dissenso contro questo provvedimento.
Per questo motivo indìce:
ASSEMBLEA GENERALE D' ATENEO
PIAZZA DEL CARMINE
MERCOLEDI' 29 h 15.00*
e aderisce: al corteo del 30 Ottobre
con concentramento in
Piazza GARIBALDI alle ore 9,30 – Sindacati Confederali. uniti per la scuola, l’università, la ricerca e l’alta formazione di tutti.
UNICA-MENTE CONTRO LA 133
*In caso di situazioni climatiche avverse, verrà comunicato il luogo d'incontro nel sito: www.unicamente.org nuovi orari lezioni all'aperto mercoledì 29
A CHI VUOLE NEGARCI IL DIRITTO ALLO STUDIO NOI RISPONDIAMO RENDENDO “PUBBLICA” LA NOSTRA ATTIVITA'!
LA FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE ORGANIZZA: Lezioni universitarie all'aperto mercoledì 29 ottobre
lavoro notturno... Grandi come sempre ragazzi!!! cliccate sulla foto per vedere la meravigliosa opera notturna degli studenti occupanti di scienze politiche contro la legge 133!!!! 27 oktober intervista Cossigasabato 25 ottobre 2008INTERVISTA A COSSIGA (23/10/2008) La NazioneINTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia». Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno». Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…». Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco lecittà». Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri». Nel senso che… «Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano». Anche i docenti? «Soprattutto i docenti». Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!». E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero. «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio». Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale». E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo». Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti. «Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…». Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente… «Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente». «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» articolo Sardegna OggiScienze Politiche Cagliari: studenti occupano aula magna La facoltà di Scienze Politiche del capoluogo sardo si mobilita contro la riforma Gelmini. Mercoledì sera al termine di un’assemblea con circa 500 partecipanti, gli studenti hanno occupato in modo permanente l’aula magna. “Mandare un forte segnale politico al Governo”. Questo l’obiettivo dell’iniziativa frutto di un’idea condivisa anche da gran parte di docenti e ricercatori dell’università. Ma non ci sarà il blocco della didattica, in programma previste lezioni all’aperto e diverse azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla “gravità” dell’azione di governo. Durante un’assemblea straordinaria “contro la legge 133” convocata mercoledì sera, alla quale hanno partecipato “più di 500 persone tra studenti e docenti” sono state intavolate una serie di proposte di sensibilizzazione, nel tentativo di allargare il più possibile l’interesse e in questo modo il fronte della partecipazione. Il primo passo è stato quello di occuparne fisicamente una parte. “Aula magna di Scienze Politiche occupata” è la scritta che da diverse ore campeggia su uno striscione appeso all’ingresso della facoltà. “Questo gesto è stato deciso per due motivi – spiega Danilo, uno tra gli studenti occupanti – per prima cosa abbiamo voluto dare un forte segnale politico al governo affermando che siamo disposti a portare avanti la battaglia contro la legge 133; inoltre abbiamo scelto questo punto perché è strategicamente utile per poter organizzare la mobilitazione”. Le intenzioni vogliono che rimanga aperta tutti i giorni per l’intera giornata “la notte verrà infatti garantito un servizio d’ordine degli studenti”. Stamane alla “base operativa” al lavoro erano già in una ventina, alcuni intenti a scrivere comunicati stampa, altri nel preparare volantini e striscioni: la motivazione non sembra certo mancare loro “Siamo consci della gravità e del potenziale distruttivo che la legge del governo ha per l'università pubblica, per questo sull'esempio di tante realtà universitarie italiane abbiamo deciso di promuovere mobilitazione e protesta studentesca” si legge nel comunicato trasmesso agli organi d’informazione. Non sono nemmeno preoccupati dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio che preannunciavano lo sgombero forzato degli atenei occupati “Sono solo parole di terrorismo mediatico – afferma sicuro marco, rappresentante degli studenti – Non crediamo sia così poco accorto da fare cose del genere, anche perché gli si ritorcerebbero contro”. L’occupazione dell’aula magna non è tuttavia l’unico strumento di cui si avvalgono gli studenti: tra le scelte degli organizzatori ci sarebbe anche quella di tenere delle lezioni all’aperto, quale segnale simbolico, per mostrare al resto dei cittadini il malessere che gli universitari stanno vivendo in questo momento. Come detto una protesta generale appoggiata dalla maggioranza dei docenti dell’ateneo cagliaritano che in una “lettera ai genitori” degli studenti redatta lunedì 20 ottobre hanno manifestato la loro netta presa di posizione riguardo le scelte ministeriali “La nuova legge 133 e i provvedimenti collegati prevedono un taglio di ben 1500 milioni di euro per i prossimi 5 anni, la riduzione del turn-over al 20%, e cioè l'avvicendamento di 1:5 per il personale docente e tecnico-amministrativo, il mancato rinnovo di migliaia di contratti dei giovani ricercatori attivi presso gli Enti pubblici di ricerca. E’ evidente la volontà politica di emarginare l'Università pubblica, di costringere le Facoltà ad innalzare severamente le tasse di iscrizione e di selezionare gli accessi degli studenti sulla base del loro reddito familiare. D'altra parte, la possibilità che la legge offre ai Rettori di trasformare le università in fondazioni private conferma questa volontà da parte del governo. Per questo riteniamo molto importante che il Magnifico Rettore indica al più presto una giornata di informazione, di discussione, di ferma protesta dell’Università di Cagliari. Nei prossimi giorni organizzeremo manifestazioni aperte alle famiglie e a tutte le forze sociali e sindacali”. Andrea Deidda 26 oktober lezioni pubblicheA CHI VUOLE NEGARCI IL DIRITTO ALLO STUDIO NOI RISPONDIAMO RENDENDO “PUBBLICA” LA NOSTRA ATTIVITÀ!
La facoltà di Scienze Politiche organizza: LEZIONI UNIVERSITARIE ALL'APERTO mercoledì 29 ottobre
MOBILITIAMOCI E ATTIVIAMOCI CONTRO LA LEGGE 133 PER UN'UNIVERSITÀ PUBBLICA, GRATUITA, E DI MASSA.
La legge prevede:
l il taglio del fondo di finanziamento ordinario agli Atenei da 65,3 milioni nel 2009 fino ai 455 nel 2013; l il blocco del turn-over: ogni 5 docenti che andranno in pensione ne verrà assunto uno solo; l il forte incentivo alla trasformazione degli atenei pubblici in fondazioni private.
Studenti occupanti di Scienze Politiche contro la legge 133 24 oktober COMUNICATO STAMPA UFFICIALEScienze Politiche Occupata!! Si concretizza la lotta contro la legge 133 Mercoledì 22, nell’aula A del polo giuridico-economico, più di 500 tra studenti e docenti si sono riuniti in assemblea contro la morte dell’università pubblica prevista dalla legge 133/2008. Durante l’assemblea sono state proposte una serie di iniziative per far crescere la protesta e sensibilizzare gli studenti e l’opinione pubblica. In particolar modo si è deciso di · Tenere lezioni all’aperto · Sensibilizzare l’opinione pubblica tramite volantini,internet e giornali murali, · Avviare rapporti con le altre facoltà, atenei,scuole superiori,medie e elementari, · Avviare rapporti con la stampa Tutto questo in vista delle manifestazioni del 30 ottobre e del 14 novembre. A fine assemblea si è deciso a stragrande maggioranza di occupare l’aula magna delle facoltà di Scienze Politiche per dare un forte segnale politico al fine di creare una base operativa per poter organizzare la mobilitazione nei diversi punti discussi durante l’assemblea.L’occupazione è frutto di un’idea condivisa da parte di studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo della facoltà.Nella seconda giornata di mobilitazione poi abbiamo iniziato a porre le basi per l’organizzazione di una serie di iniziative capaci di coinvolgere tutte le componenti della nostra facoltà. In questa ottica è stato organizzato un dibattito nel quale è stato coinvolto il corpo docente per la definizione di possibili iniziative future: dibattiti pubblici sull’attuale situazione dell’università italiana e lezioni didattiche all’aperto, entrambe volte a sensibilizzare l’opinione pubblica. Per perseguire questo primo punto abbiamo sviluppato una proposta operativa che coincide con la definizione di un calendario di lezioni ordinarie all’aperto in varie zone della città a incominciare dalla mattinata di mercoledì 29 ottobre. In secondo luogo abbiamo iniziato a delineare una modalità organizzativa per rendere più efficace la mobilitazione in corso, a tal fine son stati costituiti dei gruppi di lavoro i quali coincidono con:
Tutti i giorni presso l’aula magna occupata di scienze politiche si tiene una riunione intergruppi che ha coinvolti i nuclei operativi delle diverse facoltà dell’ateneo. In questa sede si studiano metodi di cooperazione per eventuali iniziative comuni. Inoltre si è deciso di partire con iniziative di sensibilizzazione del cittadino comune. Da domani studenti e studentesse inizieranno con l’autofinanziamento e con la raccolta di fondi per le strade di Cagliari. Al di fuori dell’ambito di protesta contro la legge 133/2008 gli studenti occupanti della facoltà di scienze politiche di cagliari hanno avviato la raccolta di capi d’abbigliamento inusato per aiutare la popolazione colpita dall’alluvione. STUDENTI OCCUPANTI DI SCIENZE POLITICHE CONTRO LA LEGGE 133 secondo giorno di occupazioneSCIENZE POLITICHE OCCUPATA!!
Nella seconda giornata di mobilitazione noi, studenti occupanti di scienze politiche contro la legge 133, abbiamo iniziato a porre le basi per l'organizzazione di una serie di iniziative capaci di coinvolgere tutte le componenti della nostra Facoltà. In quest'ottica è stato organizzato un dibattito nel quale è stato coinvolto il corpo docente per la definizione di possibili iniziative comuni, quali dibattiti pubblici sull'attuale situazione dell'università italiana e lezioni didattiche all'aperto, entrambe volte a sensibilizzare l'opinione pubblica e coinvolgere ulteriormente la cittadinanza. Per perseguire questo primo obiettivo abbiamo sviluppato una proposta operativa iniziale che coincide con la definizione di un calendario di lezioni ordinarie da tenere all'aperto in varie zone della città in un giorno da definire nella prossima settimana. In secondo luogo abbiamo iniziato a delineare una modalità organizzativa per rendere più efficace la mobilitazione in corso. A tal fine sono stati costituiti dei gruppi di lavoro, i quali coincidono con:
l Gruppo comunicazione: rapporti con la stampa, comunicazioni con altri centri di mobilitazione al di fuori dell'ateneo cagliaritano, monitoraggio dell'informazione cartacea e telematica.
l Gruppo analisi: analisi giuridica-politica-economica e sociale della legge 133 e dei suoi effetti, elaborazione dei documenti.
l Gruppo organizzazione: pianificazione della diffusione del materiale prodotto, organizzazione delle iniziative, relazione con il movimento di contestazione degli studenti medi.
Nella riunione organizzativa per la formazione dei gruppi è emersa la volontà di mantenere una certa permeabilità tra di essi, in modo da rendere possibile ai singoli studenti una partecipazione all'attività della mobilitazione più completa possibile. L'obiettivo per una piena operatività è che i singoli gruppi lavorino in collaborazione e coordinazione con i corrispettivi gruppi delle altre facoltà.
In conclusione abbiamo ospitato presso l'Aula Magna Occupata una riunione intergruppi che ha visto coinvolti i nuclei operativi nelle diverse facoltà dell'Ateneo. In questa sede è stata da noi proposta un'assemblea pubblica organizzata da un coordinamento di tutte le sigle studentesche in agitazione da svolgersi precedentemente alla manifestazione del 30 ottobre.
Studenti occupanti di Scienze Politiche contro la Legge 133 23 oktober intervento prof.sse Marroccu e Di Liberto
CHE COSA STA SUCCEDENDO ALL'UNIVERSITA' ITALIANA?? Questa settimana è stata pubblicata la classifica del Times sulle 200 migliori Università del mondo. L’unica Università italiana che compare nella lista è Bologna al 192 posto. Un dato negativo che dovrebbe far riflettere sui pericoli legati agli ultimi interventi del Governo in questo settore. E se si confrontano le scelte italiane con quelle di altri paesi (per esempio la Francia), la preoccupazione non può che aumentare. Questa settimana è stato pubblicato il Times Higher Education-QS World University Rankings survey che fornisce una classifica delle prime 200 Università del mondo sulla base di dati relativi alla qualità della ricerca, al loro profilo internazionale e agli esiti nel mercato del lavoro degli studenti. In un articolo di commento alla classifica il Times si sorprende del fatto che tra le prime 100 migliori Università del mondo sia scomparso l’Ateneo di Bologna. A questo dato si può aggiungere che tra i primi 100 atenei non compare alcuna Università italiana. Le prime dieci università sono tutte statunitensi e britanniche. Ma nelle prime 100 compaiono anche atenei cinesi, irlandesi, svedesi, olandesi, coreani, francesi, svizzeri, australiani, belgi, russi, neozelandesi, tedeschi, canadesi, finlandesi, israeliani. In particolare, in questo gruppo le Università asiatiche sono ben 13. Scorrendo la classifica dal 101esimo posto al 200esimo troviamo il Messico, che piazza la sua migliore università al 150esimo posto e la Tailandia al 166esimo insieme a molti altri atenei presenti in nazioni a medio reddito. Whatever happened to the University of Bologna? E l’Italia? Bologna, unica università italiana presente tra le prime 200, è al 192esimo posto. Il fallimento dell’Università di Bologna ha colpito la fantasia del reporter inglese perché Bologna è stata la prima Università fondata nel mondo occidentale (nel 1158) e si era finora distinta nel mondo per la qualità dei suoi docenti e dei suoi corsi. La situazione dell'ateneo bolognese rispecchia perfettamente quella dell'Università italiana: un passato glorioso, un presente drammatico ed un futuro fosco a meno di interventi radicali. La nostra è proprio una Università (ed un paese) in declino. Inutile ricordare come fa l’articolo che nel mondo attuale l’economia si basa sempre più sullo scambio di idee (brain power) più che di manufatti. Il mondo industrializzato ed i paesi in crescita hanno capito che bisogna essere attrezzati a capire e governare l’"economia della conoscenza" e che per fare questo la prima infrastruttura è costituita dalla presenza di buone Università. L’India, solo per fare un esempio tra i vari riportati nell’articolo, ha più laureati dell’intera europa ed il settore R&S indiano si è triplicato (non per magia, ma attuando i giusti interventi) in un decennio. La politica italiana invece non l'ha ancora capito e presenta sempre una agenda in cui le priorità sono ben altre. L'attuale Governo ha appena varato una legge che taglia un miliardo e mezzo di euro per i prossimi tre anni e bloccato l’arrivo di nuovi giovani riceratori alla già impoverita e vecchia Università (su questo si veda anche un precedente articolo) senza alcuna misura che modifichi la disastrata governence del settore. Questo taglio peggiora una situazione già seriamente pregiudicata. Se si considera la spesa per studente per l'istruzione terziaria in Italia e nei 13 paesi dell'area Euro, si scopre che nel 2001 quella italiana era pari al 91% di quella media dei 13 paesi, e che lo stesso indice era sceso al 77% nel 2005 (dati Eurostat). L’articolo del quotidiano britannico si conclude invece con un invito a non cullarsi sugli allori (quello britannico risulta il secondo migliore al mondo) ed a sostenere ulteriormente il settore universitario nazionale. Questo, si dice, va considerato uno dei migliori investimenti che uno stato possa fare. Perché è chiaro che ormai “…the money will follow wherever the knowledge goes. And that is no longer to Bologna.” Nel frattempo, in Francia... Ancora qualche dubbio sul fatto che la risposta italiana alla crisi economica in atto è, in tema di istruzione universitaria, gravemente sbagliata e del tutto miope? Ecco un confronto tra le scelte francesi e quelle del nostro Governo. Un mondo di differenza di visione strategica, non a nostro vantaggio. Italia ↓ Al comma 13 dell’art. 66 della legge italiana 133/2008 (disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) si stabilisce che “…il fondo per il finanziamento ordinario delle università è ridotto di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013”. In 5 anni il finanziamento ordinario delle università viene ridotto per un totale di 1 miliardo e 441,5 milioni di euro. Francia ↑ Lo scorso 26 settembre Valérie Pécresse, ministro dell’università del governo francese, in un comunicato stampa annuncia che “Le budget de l'Enseignement supérieur et de la Recherche constitue la première priorité budgétaire du Gouvernement, notamment avec un effort supplémentaire de 1,8 Md € en 2009, 2010 et 2011. Il traduit l'engagement de campagne du Président de la République de faire de la connaissance un pilier d'une croissance durable et du développement social. L'augmentation des moyens budgétaires et fiscaux sera de 6.5% en 2009 et de presque 17% sur la période 2009-2011.” Il grafico che segue rappresenta l’andamento del finanziamento pubblico all’università ponendo uguale a 100 il livello di spesa nel 2008 in entrambi i paesi.* E’ già di per sé curioso scoprire che, mentre in Italia riteniamo che sia urgente ridurre i finanziamenti alle università pubbliche per garantire lo sviluppo economico, in Francia si ritenga esattamente l’opposto, è ancor più curioso scoprire che in un altro articolo della legge 133/2008 (art. 14) si preveda che “Per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015 in attuazione dell'adempimento degli obblighi internazionali assunti dal governo italiano nei confronti del Bureau International des Expositions (BIE) è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2009, 45 milioni di euro per l'anno 2010, 59 milioni di euro per l'anno 2011, 223 milioni di euro per l'anno 2012, 564 milioni di euro per l'anno 2013, 445 milioni di euro per l'anno 2014 e 120 milioni di euro per l'anno 2015.” Il totale è di 1 miliardo e 486 milioni di euro, quasi la stessa somma che si “risparmia” riducendo i finanziamenti all’università. E’ ovvio che la coincidenza è puramente casuale, altrimenti in Italia avremmo trovato una ricetta molto originale per garantire lo sviluppo economico: - università, +Expo SCIENZE POLITICHE OCCUPATA SCIENZE POLITICHE OCCUPATA
Si concretizza la lotta contro la legge 133
Mercoledì 22, nell'aula A del polo giuridico-economico, più di 500 tra studenti e decenti si sono riuniti in assemblea contro la morte dell'università pubblica prevista dala legge 133/2008
L'assemblea si è svolta nella prima parte con una presentazione della legge da parte di alcuni docenti, dopo di che si è avviato un dibattito che ha coinvolto tutti i presenti circa le modalità di protesta contro tale legge.
Durante l'assemblea sono state proposte una serie di iniziative per far crescere la protesta e sensibilizzare gli studenti. in particolar modo si è deciso di:
Tutto questo in vista di una manifestazione che coinvolgerà tutti gli atenei italiani. A fine assemblea si è deciso a stragrande maggioranza di occupare l'aula magna della facoltà di Scienze politiche per dare un forte segnale politico, al fine si creare una base operativa per poter organizzare la mobilitazione nei diversi punti discussi durante l'assemblea. L'occupazione è frutto di un'idea condivisa da parte di studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo dell'università. L'aula magna occupata è un punto d'incontro e confronto per tutti gli studenti e docenti che desiderano informarsi e partecipare alle diverse iniziative in programma, l'aula magna rimarrà aperta tutti i giorni perl'intera giornata.
Mobilitiamoci e attiviamoci contro la legge 133 e per un'uiversità pubblica, gratuita e di massa
STUDENTI OCCUPANTI DI SCIENZE POLITICHE CONTRO LA LEGGE 133 |
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