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03 november Manifestazione del 30QUELLI CHE NEL '68 NON ERANO NEANCHE NATI... Era da anni che non si assisteva ad una tale manifestazione studentesca. Da Cagliari a Roma, da Milano a Napoli, da Torio a Bologna, tutti gli studenti italiani uniti in un unico coro, un unico movimento, un'unica ideale manifestazione. Ne destra ne sinistra ma semplicemente studenti. Nessuno con l’intenzione di farsi strumentalizzare, ne di passare per facinoroso, ma tutti uniti da un semplice quanto intenso desiderio: dar voce al proprio dissenso. Perché gli studenti universitari la legge 133 proprio non riescono a digerirla. E che non li si prenda per incompetenti, e ancor di meno gli si dica che la sinistra li ha plagiati. Perché nei tagli indiscriminati alla scuola pubblica c’è poco da confondersi, così come nelle fondazioni private c’è poco di cui essere plagiati. Lottano perché è in dubbio il loro futuro, protestano perché tutti, indipendentemente dal reddito, devono avere la possibilità di accedere all’istruzione. Il 30 ottobre si è assistito a Cagliari ad una manifestazione che di queste dimensioni non si vedeva da anni. Studenti di tutte le scuole, dalle elementari alle università hanno sfilato assieme per le vie del centro; con loro i docenti, ricercatori, collaboratori scolastici, personale amministrativo e tanti genitori preoccupati per il futuro dei loro figli. Per la questura si parla di diecimila presenze, per gli organizzatori invece sono almeno il doppio. Ma quel che davvero conta è che quelle persone erano presenti, facendo sentire la propria rabbia. I sindacati hanno svolto un ottimo lavoro perché la manifestazione riuscisse al meglio. Da piazza Garibaldi a piazza del Carmine, passando per via Sonnino e via Roma sono riusciti a portare in corteo un numero immenso di persone per una realtà come quella cagliaritana, e a far si che l’ordine ed il buon senso regnassero. Ma per gli studenti, soprattutto quelli universitari, questa manifestazione doveva essere a-partitica, e l’hanno voluto in qualche modo sottolineare distanziandosi, se pur di poche decine di metri, dalla coda del corteo organizzato dai sindacati. Nessuna bandiera ne coro politico. Solo la voce, ed era assordante, del dissenso contro la legge 133. Un pupazzo enorme rappresentante l’istruzione bendata e listata a lutto anticipava il corteo universitario. Qualche rappresentante degli studenti occupanti di scienze politiche, assieme a quelli di lettere e filosofia, dettavano i tempi ed i cori. Un gruppo di studenti garantiva l’ordine e controllava sul corretto comportamento dei presenti. Ogni minimo dettaglio era stato considerato, ed il risultato è stata una manifestazione pienamente riuscita e senza pecche. Ciò che si vedeva dai balconi della città era un miasma di studenti uniti come non mai. E anche se non presenti, bisogna citare coloro che non hanno abbandonato le aule occupate delle proprie università a costo di non partecipare ad una manifestazione cui hanno contribuito a realizzare. Ma quella del 30 ottobre non deve essere vista come l’apice della protesta. Anzi, non ne rappresenta che l’inizio. Le occupazioni si espandono a macchia d’olio in tutto l’ateneo. La città è colorata da studenti che seguono lezioni all’aperto. Perché loro sono studenti, e studiare è quello che fanno…e vorrebbero continuare a farlo! ReactiesMeld je aan bij Windows Live ID om een reactie toe te voegen (als je Hotmail, Messenger of Xbox LIVE gebruikt, heb je al een Windows Live ID). Aanmelden Heb je geen Windows Live ID? Maak er nu een aan Links naar je weblogDe URL voor de link naar dit weblogitem is: http://scienzepoliticheoccupata.spaces.live.com/blog/cns!9A8A6CAF00E7217B!130.trak Weblogs die naar dit item verwijzen
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